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1// CODICE DI SICUREZZA 1234: digita e accediAttenzione: può essere scontato per chi mastica blog ma la storia che state leggendo acquista un senso solo se viene letta a partire dal post meno recente...con il seguente ordine: -------- PAUSA ALL'INGRESSO. ENTRIAMO? ---------- E' il 13 gennaio 2002. Come ogni domenica faccio visita a mia nonna. Come ogni domenica devo affrontare un blocco che mi paralizza le gambe, mi confonde la mente, prende a pugni il cuore e scatena un groviglio di emozioni talmente forti e contraddittorie che ho quasi la sensazione di poterle toccare. Mi fermo in macchina. Fumo una sigaretta. Mi domando se questa volta entrerò. La settimana scorsa ci sono riuscita. Però due settimane fa sono scappata, la volta prima ho pianto e 4 mesi fa ho urlato la mia indignazione. Ripeto in modo ossessionante al mio Super Io (nell'accezione originale di Freud) quello che tutti si sussurrano piano e solo in momenti di debolezza, perchè pronti a negarlo persino a se stessi un attimo dopo averlo detto o addirittura pensato. Per comodità, Per abitudine, Per paura o soltanto per pigrizia, si mormora, guardandosi con timore le spalle: - E' così. E' così dovunque. Sarà anche sbagliato ma è così e nulla possiamo fare per cambiare la situazione -.
Chi può dimostrare errori, ingiustizie, mancanza di professionalità o semplicemente violazioni alla dignità della persona che possono verificarsi all'interno di un'istituzione politicamente ben protetta?
Se anche qualcuno al suo interno VEDE e può avere la voglia di ACCUSARE deve mettere in conto la serie di rischi che questo comporta nel momento in cui la denuncia è contro un'istituzione, l'istituzione è il luogo di lavoro, il luogo di lavoro è una casa di cura per anziani (quanto coinvolge l'opinione pubblica?), il reparto è quello "adibito" alla demenza senile o al morbo di Alzheimer (testimoni attendibili?), i parenti sono in altre faccende affaccendati e sopraffatti l'un l'altro da un muro di omertà (testimoni di che?). Rischio del posto di lavoro, rischio di una denuncia per violazione del segreto professionale, rischio di affrontare una causa con le spese che ne conseguono se un cavillo legale manda tutto a monte...
(La giornata tipo nel corridoio)
E se chi vede è un parente? Le possibilità di riuscire sono ancora più scarse perchè produrre prove attendibili è ancora piu' difficile: DIMOSTRA che vengono eccessivamente sedati per non sentirli urlare e non perchè fa parte di un adeguato programma di cura. DIMOSTRA che decadono perchè gli stimoli (non) forniti accelerano l'invecchiamento fisico e cerebrale, DIMOSTRA che hanno precocemente smesso di camminare perchè non è stato adottato un adeguato programma di fisioterapia, DIMOSTRA che spesso sei stato tu a bloccare un anziano diretto all'uscita a ridosso di una scala (barriera architettonica…) dopo che aveva sbloccato una porta dotata di un sistema di sicurezza che si risolve in un post-it appiccicato sul tasto di apertura, DIMOSTRA che non esiste uno straccio di programma rieducativo o di svago terapeutico (esattamente il contrario di ciò che il Sindaco descrive ne “il Comune informa”).
Nessuno di coloro che potrebbero smuovere qualcosa viene a guardare, neppure se glielo chiedi per favore. Eppure è là, sotto lo sguardo di chiunque voglia vedere.
(Questa anziana è rimasta così per tre ore finchè ho chiesto di reintegrarla)
Il sindaco, interpellato, ammette di non essersi mai inoltrato fino a quel reparto. Si è fermato dove la situazione è più facile da gestire. Dove la puzza è meno forte. Dove lo sguardo dell'anziano prende a pugni il cuore più dolcemente. Dove è piu facile stare a guardare sorridendo e magari compiacendosi del proprio ruolo (meglio ancora se viene pubblicato sul quotidiano locale in una determinata occasione in cui si celebra la bontà (Pasqua? Natale?). Dove è più facile poter pensare di aver fatto il proprio dovere fino in fondo.
Le sue rare visite, tanto rare da averne un ricordo sfocato (per sua stessa ammissione) non l'hanno mai condotto oltre: al piano superiore, a quello che io definisco il girone dei dannati diviso a sua volta in una parte gestita relativamente meglio (se si richiede il motivo la risposta che dovrebbe bastarci è: - E vabbè. Quell’altra è stata data in appalto alla cooperativa - Ma non è lo stesso reparto? Ma non pagano tutti la stessa cifra?). Il Sig. Sindaco è stato invitato a verificare personalmente con una semplice visita le parole di chi aveva rilevato un trattamento ….scusate…una zanzara mi infastidiva………. Dicevo? Ah ecco: un trattamento che prima di tutto viola la dignità della persona (anziano con demenza o alzheimer giustifica ore e ore seduti in fila in corridoio ad aspettare il tempo che passa? Ma questo sarebbe il minimo!). Il Sig. Sindaco sollecitato 4 mesi fa, l'ha mai fatto? E se anche lo facesse troverebbe il modo di giustificare tutto ciò che accade.
Alleanze, omertà, soldi...
Valore, dignità, morale mal si accordano con una politica di gestione volta a trarre il massimo profitto con la minima spesa e il minimo impegno.
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