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1// CODICE DI SICUREZZA 1234: digita e accedi

10:07 PM, Sep. 25, 2006 .. Posted in Una piccola storia ignobile .. 5 commenti .. Link

Attenzione: può essere scontato per chi mastica blog ma la storia che state leggendo acquista un senso solo se viene letta a partire dal post meno recente...con il seguente ordine:
- introduzione al codice 1234 (link)
- alcatraz (link)
- prefazione al codice: rimembro ancora (link)
- 1// codice 1234: digita e accedi (link)
- 2// codice 1234: il corridoio (link)
- 3// I°PIANO.Seconda porta a sinistra (link)
- 4// 1_2_3_4 SCATTI...buuumbeteee (link)
- 5// Avrei voluto uscire... (link)
- 6// EPILOGO (link)
___________________________________________________________

-------- PAUSA ALL'INGRESSO. ENTRIAMO? ----------

E' il 13 gennaio 2002. Come ogni domenica faccio visita a mia nonna. Come ogni domenica devo affrontare un blocco che mi paralizza le gambe, mi confonde la mente, prende a pugni  il cuore e scatena un groviglio di emozioni talmente forti e contraddittorie che ho quasi la sensazione di poterle toccare.

Mi fermo in macchina.

Fumo una sigaretta.

Mi domando se questa volta entrerò.

La settimana scorsa ci sono riuscita. Però due settimane fa sono scappata, la volta prima ho pianto e 4 mesi fa ho urlato la mia indignazione. Ripeto in modo ossessionante al mio Super Io (nell'accezione originale di Freud) quello che tutti si sussurrano piano e solo in momenti di debolezza, perchè pronti a negarlo persino a se stessi un attimo dopo averlo detto o addirittura pensato. Per comodità, Per abitudine, Per paura o soltanto per pigrizia, si mormora, guardandosi con timore le spalle:

- E' così. E' così dovunque. Sarà anche sbagliato ma è così e nulla possiamo fare per cambiare la situazione -.

 

 

(La giornata tipo nella "sala TV")

 

Chi può dimostrare errori, ingiustizie, mancanza di professionalità o semplicemente violazioni  alla dignità della persona che possono verificarsi all'interno di un'istituzione politicamente ben protetta?

 

Se anche qualcuno al suo interno VEDE e può avere la voglia di ACCUSARE deve mettere in conto la serie di rischi che questo comporta nel momento in cui la denuncia è contro un'istituzione, l'istituzione è il luogo di lavoro, il luogo di lavoro è una casa di cura per anziani (quanto coinvolge l'opinione pubblica?), il reparto è quello "adibito" alla demenza senile o al morbo di Alzheimer (testimoni attendibili?), i parenti sono in altre faccende affaccendati e sopraffatti l'un l'altro da un muro di omertà (testimoni di che?). Rischio del posto di lavoro, rischio di una denuncia per violazione del segreto professionale,  rischio di affrontare una causa con le spese che ne conseguono se un cavillo legale manda tutto a monte...

 

(La giornata tipo nel corridoio)

 

E se chi vede è un parente? Le possibilità di riuscire sono ancora più scarse perchè produrre prove attendibili è ancora piu' difficile:

DIMOSTRA che vengono eccessivamente sedati per non sentirli urlare e non perchè fa parte di un adeguato programma di cura.

DIMOSTRA che decadono perchè gli stimoli (non) forniti accelerano l'invecchiamento fisico e cerebrale,

DIMOSTRA che hanno precocemente smesso di camminare perchè non è stato adottato un adeguato programma di fisioterapia,

DIMOSTRA che spesso sei stato tu a bloccare un anziano diretto all'uscita a ridosso di una scala (barriera architettonica…) dopo che aveva sbloccato una porta dotata di un sistema di sicurezza che si risolve in un post-it appiccicato sul tasto di apertura,

DIMOSTRA che non esiste uno straccio di programma rieducativo o di svago terapeutico (esattamente il contrario di ciò che il Sindaco descrive ne “il Comune informa”).

 

Nessuno di coloro che potrebbero smuovere qualcosa viene a guardare, neppure se glielo chiedi per favore. Eppure è là, sotto lo sguardo di chiunque voglia vedere.

 

(Questa anziana è rimasta così per tre ore finchè ho chiesto di reintegrarla)

 

Il sindaco, interpellato, ammette di non essersi mai inoltrato fino a quel reparto.

Si è fermato dove la situazione è più facile da gestire.

Dove la puzza è meno forte.

Dove lo sguardo dell'anziano prende a pugni il cuore più dolcemente.

Dove è piu facile stare a guardare sorridendo e magari compiacendosi del proprio ruolo (meglio ancora se viene pubblicato sul quotidiano locale in una determinata occasione in cui si celebra la bontà (Pasqua? Natale?).

Dove è più facile poter pensare di aver fatto il proprio dovere  fino in fondo.

 

Le sue rare visite, tanto rare da averne un ricordo sfocato (per sua stessa ammissione) non l'hanno mai condotto oltre: al piano superiore, a quello che io definisco il girone dei dannati diviso a sua volta in una parte gestita relativamente meglio (se si richiede il motivo la risposta che dovrebbe bastarci è: - E vabbè. Quell’altra è stata data in appalto alla cooperativa - Ma non è lo stesso reparto? Ma non pagano tutti la stessa cifra?).

Il Sig. Sindaco è stato invitato a verificare personalmente con una semplice visita le parole di chi aveva rilevato un trattamento

 

….scusate…una zanzara mi infastidiva……….

 

Dicevo? Ah ecco:

un trattamento che prima di tutto viola la dignità della persona (anziano con demenza o alzheimer giustifica ore e ore seduti in fila in corridoio ad aspettare il tempo che passa? Ma questo sarebbe il minimo!). Il Sig. Sindaco sollecitato 4 mesi fa, l'ha mai fatto? E se anche lo facesse troverebbe il modo di giustificare tutto ciò che accade.

 

Alleanze, omertà, soldi...

 

Valore, dignità, morale mal si accordano con una politica di gestione volta a trarre il massimo profitto con la minima spesa e il minimo impegno.

 

L'INDIGNAZIONE


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schifata al punto giusto

11:05 AM, Sep. 27, 2006 .. Inviato da artemisia1
sono disgustata. anche un bel po'spaventata. chissà che la voce della tua indignazione si sparga per le vie meno ordinarie ed entri in circolo come il veleno della pruriginosa putura di zanzara.
complimenti al vostro sindaco, meriterebbe di andare a lavar per terra in questo postaccio con la sua bella fascia tricolore.


era il 2002...

12:41 PM, Sep. 27, 2006 .. Inviato da zanzara
Nel frattempo un altro sindaco ha preso il suo posto. Io non sono più entrata in quell'Istituto come mi ero ripromessa di fare continuando a ronzare attorno a quel marciume quindi non ho esperienza diretta di come sia ora. So che qualcosa, allora, avevo cominciato a smuovere. Per paura si "davano un pò da fare" pubblicizzando i loro progetti sul quotidiano locale come se già fossero stati attuati... Contemporaneamente tentavano, senza successo, di far circolare la voce che io ero un pò "schizzata". Ma vedrai strada facendo. Come sempre ti ringrazio per la costanza con cui segui questa storia di emarginazione, follia, vergogna...

Commento senza titolo

11:37 AM, Sep. 28, 2006 .. Inviato da senzacensura
mi hai toccato il cuore... io ho mia mamma nelle stesse condizioni.... ogni volta che vado a trovarla mi sento in colpa.. tremendamente in colpa... esco da "alcatraz" e vado al cimitero a chiedere scusa a mio Padre che si è sempre raccomandato di non mettere la mamma in un ospizio.Noi siamo in otto 5 maschi e 3 femmine... (io vivo solo, in un monolocale) .. ad oggi non parlo più con 5 della mia famiglia che sono quelli che hanno deciso di rinchiudere mia mamma....
anche a me capita la stessa cosa, stò in macchina per trovare il coraggio di scendere.. poi lo trovo. Ma quando esco sono a pezzi.... mi sento un vigliacco!!!!

......

11:48 AM, Sep. 28, 2006 .. Inviato da marikamek
certe cose non potevo immaginarle...e fà male leggere tutto questo ma è giusto sapere!!!

un'abbracciooo zanzaraaaaa
e continua a zzzzzzzzzz

Non ho parole

01:11 AM, Oct. 7, 2006 .. Inviato da renet
Nulla da dire, tu hai detto tutto....e quello che non hai detto l'ho recepito dalle immagini.
Gia ci ero passato io, con mio padre, ma questa è un'altra storia....
Se vai nel mio blog, leggi nella categoria KATE.
Importante è esserci e denunciare, ognuno a suo modo queste cose.
Buona vita.

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