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2// codice di sicurezza 1234: il corridoioAttenzione: può essere scontato per chi mastica blog ma la storia che state leggendo acquista un senso solo se viene letta a partire dal post meno recente...con il seguente ordine: Di fronte, casualmente, è sorta l’Agenzia di pompe funebri. Annullando la distanza, se mai ce ne fosse stato bisogno, tra la terra e il cielo. Un bel cartello informa anche su come comportarsi in caso di urgenza… Spengo la sigaretta. ------ PRIMA PORTA. 1234. OK. L’HO APERTA. Portineria. - Buongiorno. Anche lei felice di vedermi, suppongo.- Sono al piano terra. Qui è meno difficile. Ma inizio lo stesso ad ansimare. Vado avanti. -------SECONDA PORTA. OK. OLTREPASSATA. Respiro profondo. Senso di claustrofobia. Battito accelerato. Un anziano del primo piano (autosufficienti) mi chiede la solita sigaretta. Me ne frego del divieto. Tieni. Una sola però. Ti aiuto a respirare. Respira… Respira…. Qui dentro anche il fumo apre i polmoni senza danni collaterali… Nasconde la sigaretta. Sorride e mi ringrazia. Tra poco infrangerà le regole ed è felice. Gli ho regalato 5 minuti di felicità. ---------ASCENSORE. Faccio in tempo a tornare indietro, se voglio. No. Stringi i denti Silvia. Sei quasi arrivata. Loro ti aspettano. Hanno voglia di parlare. Qualcuno adesso ricorda anche il tuo nome e ti racconta storie assurde. A volte ti scambiano per la figlia o la nipote o la sorella morta 10 anni prima. Ma la cosa più emozionante è che spesso dopo averti magari insultata ti sorridono e vogliono che tu stia loro accanto, gli stringa la mano ed entri nel loro mondo. Perché non devi semplicemente assecondarli. Devi immergerti e viverlo davvero quel mondo fantastico! E’ lì che smettono di insultarti e sorridendo ti accompagnano. Una volta dentro riesci anche a spiegargli che hanno introdotto l’euro e quando glielo fai vedere lo guardano stupiti come il bimbo che ha scoperto un nuovo gioco ed è curioso. La curiosità che lo aiuta a crescere. Non importa quale filtro userà l'anziano per tradurlo. Gli hai dato uno stimolo nuovo. Ed è felice. Quindi stringi i denti Silvia. Questo tipo di emozioni sono il tuo vero codice di sicurezza. Sono loro ad aiutare te.
L’ascensore si ferma. Sono arrivata. ------------I° PIANO. Gira a destra. Poi di nuovo a sinistra…. -------------- PANICO Percorro quello che mi sembra un interminabile corridoio i cui muri sono "addobbati" di esseri umani legati ad una sedia con quello che viene in gergo definito "il vincolo" (pezze di tela usurata sistemata a mò di mutanda e annodata alla parte inferiore della sedia il cui colore da tempo immemore non riprende l'originario candore). Niente quadri, niente foto, niente tende alle finestre. Niente di niente che possa ricordare loro le piccole cose che troviamo nelle case...o nella vita di tutti i giorni. Sedie e poltrone ricordano tempi passati e dove l'usura ha fatto troppi danni si ricorre a rudimentali “rattoppi”. Ogni passo che faccio riecheggia, rimbomba e poi si confonde tra i lamenti e le frasi il più delle volte sconnesse di questi esseri umani parcheggiati contro un muro che sembra animarsi per diventare il loro plotone d'esecuzione.
Mi guardano.
A mia volta li guardo annaspare nel "nostro mondo". Li vedo sorridere se gli sorrido. Vedo una luce di gratitudine nei loro occhi se mi ci fermo accanto a parlare. E una carezza o un abbraccio crea un alone di amore puro e incondizionato anche se li incontri per la prima volta. Sono belli. Sono "puliti". Diventano la mia, la nostra, la vostra coscienza. Diventano il plotone d'esecuzione della nostra ipocrisia, della nostra pigrizia, delle nostre paure. Ci scaraventano con violenza di fronte a noi stessi, se solo ci accorgiamo che esistono. Parenti pochi, a volte nessuno. Eppure è domenica. Personale poco. Di quel poco, potrei contare sulle dita di una mano i minuti di presenza nell'arco dei pomeriggi della domenica (di questo sono diretta testimone. Nel mese di Agosto l'ho verificato per tutti i giorni della settimana. Per tutto l'anno ne ho una testimonianza indiretta: sarebbero pronti a ripeterlo, coloro che oggi confermano, se intentassi una causa?). Vuoto assoluto. Passano per la merenda e per il giro del bagno. Oltre questo consueto giro di routine la richiesta di accompagnare in bagno l'anziano che lo richiede una volta in più scatena reazioni del tipo: "Abbiamo già fatto il nostro dovere! E poi sua nonna è pesante e spesso chiede di andare in bagno anche quando non è vero".
Mia nonna (parlo del caso specifico non potendo trattare direttamente di quelli altrui) assume diuretici. Lo stimolo può essere percepito (da chiunque!) e rivelarsi poi un falso stimolo (per chiunque!): resta il fatto che senza condurla al cesso non lo sapremo mai! Spesso infatti la richiesta successiva è stata quella di doverla cambiare. Resta il fatto che, torto o ragione dello stimolo, la risposta non deve essere "abbiamo già fatto il nostro dovere" nè tantomeno è correlata alla domanda una ulteriore risposta del tipo "…E poi Sua nonna è pesante" (significa che deve andare al cesso una volta in meno?).
Anche semplici operatori addetti all'assistenza di base dovrebbero essere addestrati a fornire un minimo di spiegazioni al loro comportamento, con tono educato, ma soprattutto con frasi logiche, coerenti, razionalmente accettabili, possibilmente legate alla domanda.
E per tutte le volte che è caduta (sia di giorno che di notte)? Si è “svincolata”. O l'hanno fatto inconsapevolmente gli altri pazienti.
E il personale dov'era? Li ho visti imboccare i loro assistiti con la stessa umanità con cui si timbra il cartellino. Li ho visti ripulire il loro viso solo alla fine del pasto, quando il rivolo di brodo, bevande o pappe varie aveva ormai percorso l'intero tragitto dalla bocca al mento, per poi attraversare il collo e venire assorbito dal bavaglio.
Bocconi frettolosi. Bocconi troppo grandi.
Per ovviare a una mancanza di cui loro stessi sono vittima, una mancanza che parte dall'organizzazione per cui lavorano: personale ridotto all’estremo, pazientipiùcen'èmeglioè.
Gli esseri umani sono semplicemente due voci di bilancio: COSTO e GUADAGNO. Eppure i pazienti pagano. Pagano quanto noi siamo disposti a spendere per il migliore albergo al mare in alta stagione. La differenza è che loro pagano per sopravvivere. L'eterna questione è che valore, dignità e morale non scendono a patti con il dio denaro. Ho visto anche persone che avrebbero voluto fare il loro lavoro spinti da principi che ignorano la rincorsa dello stipendio a fine mese. Ho capito che avevano voglia di parlare. Ho capito che potevo ottenere informazioni. Ho sperato di trovare alleati. E il Grande Fratello si è mosso. Così, da quel momento in poi, trattenevano il loro sorriso al mio arrivo e rivolgevano gli occhi altrove lanciandomi il messaggio “vorrei ma non posso”… Ho visto i pazienti più “rumorosi” ridotte a larve umane a forza di sedativi. Guarda caso nel mese di Agosto. Ci sono esami clinici che lo confermano ...oooppss...Pardon:…C’ERANO esami clinici…
Eppure ti rispondono scocciati: ”Lei è male informata…” Non ho tra le mani uno straccio di prova per tutto quello che ho visto. Spero solo che qualcuno, leggendo ciò che continua a negare, non riesca a dormire la notte.
E che i suoi incubi siano fatti di sguardi di anziani che annaspano nel "nostro mondo" per riempire le sue linde tasche. Lascia un commento { Last Page } { Page 19 of 23 } { Next Page } |
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