codice 1 2 3 4 - 3// CODICE 1234: I° PIANO. SECONDA PORTA A SINISTRA

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3// CODICE 1234: I° PIANO. SECONDA PORTA A SINISTRA

10:03 PM, Oct. 2, 2006 .. Posted in Una piccola storia ignobile .. 5 commenti .. Link

Attenzione: può essere scontato per chi mastica blog ma la storia che state leggendo acquista un senso solo se viene letta a partire dal post meno recente...con il seguente ordine:
- introduzione al codice 1234 (link)
- alcatraz (link)
- prefazione al codice: rimembro ancora (link)
- 1// codice 1234: digita e accedi (link)
- 2// codice 1234: il corridoio (link)
- 3// I°PIANO.Seconda porta a sinistra (link)
- 4// 1_2_3_4 SCATTI...buuumbeteee (link)
- 5// Avrei voluto uscire... (link)
- 6// EPILOGO (link)
___________________________________________________________

Rimembro ancora…

 

 

13 gennaio 2002: continuo il mio cammino.

In fondo al corridoio, seconda porta a sinistra.

Sono qui, nonna.

 

Come sempre, la trovo legata col suo vincolo alla sedia

(ok…ok: altrimenti cade).

 

Come sempre la sedia è accanto al tavolo che si trova al centro della stanza

(ok...ok: così ci si può appoggiare).

 

Ciao nonna. Mi riconosci?

Oggi non accenna a rispondermi.

Non si muove.

 

Piegata in avanti, con la faccia letteralmente spiaccicata sul tavolo non accenna al minimo movimento.

 

Ripeto la domanda più forte. Niente.

 

Le sollevo la testa.

 

Sul tavolo c'è l'impronta della bocca umida.

 

Gli occhi sono chiusi...è un peso morto...respira.

 

Entro in ansia.

 

Mi guardo intorno.

 

QUALCUNO MI SPIEGHI!

 

Nessuno oltre a me e ai pazienti.

 

Mi si avvicina una dolcissima anziana con un cuscino in mano.

Le solleva la testa e con la tenerezza di una madre le appoggia il viso sul cuscino.

Poi le si siede accanto.

Le prende una mano e comincia a parlarle.

 

Sembra un angelo.

 

E' una delle pazienti.

 

Le dico il nome di mia nonna.

La invito a chiamarla di nuovo.

Ancora. E poi ancora.

 

L'assistente-paziente, ad un certo punto dice:

- P., guarda chi c'è. E' tua nipote. Ti vuole tanto bene. E anch'io te ne voglio. lo sai vero?-

 

Mia nonna apre gli occhi, gira la testa ed emette 2 sillabe: SI.

Poi aggiunge: - Anch'io vi voglio tanto bene –

 

Riabbassa la testa sul tavolo e A., con una cura infinita, si alza e le sistema il cuscino.

Poi si risiede, riprende la sua mano e la tiene stretta nella propria.

 

A questo punto, non so se è più forte la voglia di piangere o di urlare.

Mi guardo di nuovo intorno.

Riguardo le due amiche.

Riguardo in particolare le mani strette l'una nell'altra.

 

Esco dalla stanza.

 

Rabbia e commozione escono dai pori della pelle.

 

Ripercorro il corridoio fino in fondo.

Giro a destra.

No. Non prendo l'ascensore.

Lo oltrepasso e proseguo.

 

Cerco un "addetto ai lavori", qualcuno che abbia timbrato il cartellino.

Vedo la responsabile del reparto che sta chiacchierando (pardon: parlando) con due addette all'assistenza di base.

 

Aspetto che concludano.

 

E lo fanno tranquillamente nonostante (soprattutto per quello) abbiano notato la mia presenza ansiosa.

La guardo fissa negli occhi in attesa di un cenno che mi inviti ad esporre la mia richiesta.

A quel punto chiedo semplicemente come mai mia nonna si trovi in quello stato.

 

Voglio una spiegazione: qualsiasi.

 

Non voglio dubitare su eccessi di sedativi:

lo spiacevole “errore” è stato rilevato recentemente.

 

E’ presto per ripeterlo.

 

In modo alquanto scocciato (per caso non sono ben vista?) mi informano che i problemi vascolari di mia nonna portano a stati di euforia e a stati come quello di oggi.

 

Mi accontento. Ma solo di questo.

 

Chiedo infatti se i suoi problemi vascolari e lo stato attuale giustifichino anche la postura innaturale che è costretta ad assumere ossia il corpo accasciato contro il tavolo e la faccia riversa sul piano di quest'ultimo.

 

Da quanto tempo? Per quanto tempo?

 

La responsabile mi risponde che è appena arrivata e non l'ha ancora vista ma che sicuramente gli addetti ai lavori l'avevano “sistemata” nel modo migliore (ora che ci penso, l’ambiguità del termine “sistemata” mi trova pienamente d’accordo).

Ribatto che preferirei piuttosto vederla coricata in un letto se il suo stato attuale le procura una sonnolenza così profonda da non riuscire a sentire chi la chiama nè tantomeno di stare seduta. Aggiungo che "mi fa male" vederla così e la considero lesa dignità.

 

Chi vuole provare a stare in quel modo anche solo un’ora?

La responsabile del reparto? La fisioterapista? Il medico?

 

Quant’è rilassante, salutare, dignitoso, riposante! Soprattutto se avete un problema vascolare (potreste essere più precisi? Cosa cazzo significa problema vascolare? Oddio! Forse ce l’ho anch’io: non saranno mica quelle odiose venuzze sulle gambe di cui mi vergogno tanto quando metto il costumino nuovo!? Ma allora è una cosa grave.)

 

So che mia nonna ci è stata lasciata intere giornate. E non solo lei.

 

Scusatemi se chiedo informazione, chiarezza e due parole in più per descrivere un problema.

 

E scusate ancora se spesso interrompo le vostre chiacchiere (pardon: i vostri discorsi), per chiedervi di accompagnarla al cesso o di risparmiarle la fatica di accasciarsi su mezzi di fortuna.

 

Scusate se io penso che sia una posizione innaturale.

 

Scusate se mi sono persino chiesta se respirasse e non mi è piaciuto essere stata liquidata con una frase che dice tutto e niente.

 

Scusate se mi permetto di non dare per scontato

che mia nonna dovrà morire.

 

Ritorno nella sua stanza.

 

A. le è sempre amorevolmente accanto.

 

Esco.

 

Ascensore. Piano terra. Prima porta.

 

Altro breve corridoio. Portineria. Seconda porta.

 

Codice di sicurezza 1234.

 

ARIA.

 


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Richiesta.

10:56 AM, Oct. 3, 2006 .. Inviato da IMPORTATISSIMO
Vuoi far smettere questo scempio scrivi alla mail grilloronzante@yahoo.it l’istituzione dove hai eseguito le foto, forniscimi anche le foto originali, se davvero ci tieni che qualcosa cambi Scrivimi, saprò io cosa fare. Ne vedrai i risultati ben presto.

IMPORTANTE!!!

11:09 AM, Oct. 3, 2006 .. Inviato da RICHIESTA
Vuoi far smettere questo scempio scrivi alla mail grilloronzante@yahoo.it l’istituzione dove hai eseguito le foto, forniscimi anche le foto originali, se davvero ci tieni che qualcosa cambi Scrivimi, saprò io cosa fare. Ne vedrai i risultati ben presto.

chi sei?

12:51 PM, Oct. 3, 2006 .. Inviato da zanzara
la storia non è finita...l'anno di riferimento, come vedi, è il 2002. E comunque io non invio foto originali, nomi, dettagli che invadono anche la privacy degli ospiti della casa di riposo senza il consenso dei parenti. Inoltre, se all'indirizzo che mi hai fornito possono davvero fare qualcosa basta perdere un pò del proprio tempo ed entrare in un ospizio qualsiasi senza fermarsi, anche nelle migliori istituzioni, alle apparenza. Aspettare. Lì. Di persona Osservare. Sempre lì. Di persona. Cercare testimoni disposti a parlare. Magari poi ci si accorge - di persona - che danno una pastiglia ad un ospite, non ti vedono, non calcolano il rischio e girano i tacchi. L'ospite la sputa. Tu la raccogli. Lo fai notare all'infermiere il quale spazientito e colto di sorpresa ti risponde: - E' lo stesso. Tanto era un placebo - . Se anche fosse, il cosiddetto effetto placebo si ottiene solo se il paziente è cosciente di aver assunto quello che crede essere la soluzione ad un determinato problema (ma se ha l'alzheimer, serve il placebo?). Io ho voluto e voglio che questo scempio abbia termine. Ma OVUNQUE. La mia battaglia personale contro lo specifico ente deve solo essere di stimolo perchè OVUNQUE accadono certe cose un numero infinito di zanzare si diano man forte. E con ovunque non intendo solo negli ospizi ma, appunto, OVUNQUE siano lesi i diritti di un essere umano. Facile agganciarsi in forma anonima a ciò che sto descrivendo. Il caso in questione è UN CASO. E io, ogni volta che ho agito, ho fornito nome, cognome, recapito telefonico. Mi sono presentata di persona e di persona ho accertato e dimostrato quanto ora sto descrivendo nel blog. Nel blog, appunto, sto scrivendo una storia vera che vuole essere essenzialmente una metafora. Non aveva lo scopo di diventare una denucia a scoppio ritardato (ripeto: anno 2002). Ovvero non una denuncia contro quella Istituzione nello specifico...
Tu, o voi, che avete la possibilità di fare ciò che la destra, la sinistra, i giornali, il presidente della provincia non hanno fatto...CHI SIETE o CHI SEI?
Ho affrontato di tutto, compresa l'ostilità dei miei stessi parenti... credo sia comprensibile il tono con cui rispondo ad un commento che così com'è sembra essere la soluzione a tutti i mali. In ultima analisi la mia diffidenza nasce dal fatto che più che un commento, che credo avrebbe fatto piacere leggere a anche a chi frequenta con costanza questo blog, questa sembra essere unicamente e, permettimi, freddamente, una richiesta di foto originali e dati specifici. Hai letto il commento lasciato da qualcuno che si sta immedesimando in quello che mi è successo? Piedone vive il problema. E ha sensi di colpa che lo opprimono. Come li ho avuti io. Ma la colpa non è solo mia o tua . La colpa è di tutti quelli che non parlano per paura. E le paure, ti assicuro, sono tante e di diverso tipo.La colpa è di un sistema che non si stravolge schioccando le dita. Io ho fatto di più. Ci ho lasciato l'anima e il cuore ancora sanguina. E ho vissuto la frustrazione e il dolore di chi "ronzando" lascia un pò del suo sangue sui muri sporchi del sistema. Mi sono ritrovata ad invidiare tutti i soldi e il potere che mi sarebbero serviti per non limitarmi a pungerli soltanto ma per abbattere e ricostruire tutto da capo. Il mio tono è polemico e diffidente ma l'esperienza insegna. A volte chi sembrava interessato al problema in realtà voleva servirsene per scopi altri da quello per cui io richiedevo aiuto. Se realmente sei interessato per scopi che riguardano solo ed unicamente il caso in questione...allarga l'orizzonte. Questo Istituto è solo un esempio di tutto ciò che guardandoti in giro puoi trovare. E se veramente puoi fare qualcosa, IN GENERALE, sono la prima a ringraziarti per questo. E sono la prima a invidiare le possibilità che hai e che a me sono state in parte negate.

??????

03:33 PM, Oct. 3, 2006 .. Inviato da Anonymous
"In ultima analisi la mia diffidenza nasce dal fatto che più che un commento, che credo avrebbe fatto piacere leggere a anche a chi frequenta con costanza questo blog, questa sembra essere unicamente e, permettimi, freddamente, una richiesta di foto originali e dati specifici."

non sò perchè ma ho pensato la stessa cosa...sarà...
ma ho preso il commento lasciato un pò come una provocazione!!!
zanzaraaaaaaaaaaa sai cosa penso...che c'è chi ha la coda di paglia...la paura di parlare...di dire realmente come stanno i fatti!!!
ho un 'amica che anni indietro lavorava in un'ospizio e me ne ha raccontate tante...quasi da credere che esagerasse...personale insensibile...indifferente...senza un briciolo di umanità...ha preferito trovarsi un'altro posto di lavoro per non vedere la sofferenza di alcuni anziani e per non continuare a litigare con alcuni colleghi...ormai era un pò odiata da tutti perchè secondo loro parlava troppo!!!!
sono passata da te senza colegarmi
mi firmo un bacioneeee zanzaraaaaaaaaaa
marikamek

............

08:33 PM, Oct. 4, 2006 .. Inviato da senzacensura
" La sedia a quattro ruote di pelle azzurra, un canovaccio come cintura di sicurezza, un gambaletto tirato su fino al ginocchio e l'altro alla caviglia, bricciole di tutto sulla maglia e i capelli sparsi come se ci fosse sempre vento"
zzzzzzzz
ti abbraccio forte.....


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